La “cooperazione educativa” per una “pedagogia popolare”. Una storia del MCE

Vi presentiamo il nuovo libro di Rinaldo Rizzi che fa parte della collana “Formazione, ricerca, didattica”, diretta da Elisabetta Nigris, e pubblicato da Bambini – Edizioni Junior.

Rizzi, maestro dal 1964 al 1998, è stato consigliere comunale, provinciale e regionale in Friuli- Venezia Giulia; attualmente vive in Sardegna. Nel MCE dal 1966, ne è stato segretario nazionale dal 1986 al 1990. Ha pubblicato in Italia e all’estero articoli, saggi, opere di didattica e pedagogia, in particolare sulla matematica operativa, l’educazione cooperativa e la storia della pedagogia popolare in Italia.

Dal dopoguerra ad oggi l’Italia è profondamente cambiata. Non tutta la scuola è stata però all’altezza delle trasformazioni socioculturali; hanno fatto eccezione quella primaria e di base, dove fin dagli anni Cinquanta sono fiorite nuove esperienze e in cui, a partire dagli anni Settanta, c’è stato un progressivo cambiamento sia didattico che organizzativo (tempo pieno, Inserimento dei disabili, valutazione descrittiva degli alunni, pluralità docente, istituti comprensivi e progetto didattico unitario, continuità formativa anche con la scuola dell’infanzia…).

Spesso, ad anticipare questi cambiamenti culturali, normativi e istituzionali, è stata l’iniziativa dal basso, rivendicativa e sperimentale, sia di singoli che di gruppi d’insegnanti, a riprova della fattibilità di una diversa e produttiva impostazione scolastica. In quest’opera d’avanguardia un merito centrale va attribuito al movimento della “pedagogia popolare” che, fin dall’inizio, ha introdotto e sperimentato, a partire dalle “tecniche Freinet” e via via della “classe cooperativa”, un modello alternativo alla scuola tradizionale, trasmissiva e selettiva.

Questa pubblicazione recupera e ricostruisce dall’interno il percorso grazie al quale, da allora ad oggi, il Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) ha diffuso in Italia nuove pratiche didattiche e organizzative. Si tratta di tecniche e relazioni d’impianto innovativo e cooperativo che, a partire dalla scuola primaria, hanno poi coinvolto la scuola media e dell’infanzia ma che, per la loro impostazione, potrebbero essere praticate pure nella scuola secondaria di secondo grado.

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