Biografia di Paulo Freire

Avendogli impedito di continuare a lavorare nel campo dell’educazione e avendolo privato della libertà come cittadino Paulo fu obbligato ad andare in esilio verso alcuni paesi del Sud America.

Tempo di Recife (1921 -1964)

Il primo e più lungo dei tre periodi di vita di Paulo Freire, dal 1921 al 1964, Recife e Jaboatão sono stati gli scenari principali della sua infanzia e l’adolescenza, della formazione scolastica e per il consolidamento delle radici emotive e intellettuali del suo pensiero. Freire, ha sempre mantenuto forti ricordi con il tempo dell’infanzia, ricordi che lo hanno accompagnato per tutta la vita. Nel suo libro – L’Importanza dell’atto di legere (Freire, P. 1982: 16) sottolinea: “sono stato alfebetizzato nel cortile di casa mia, all’ombra degli alberi di mango, con le parole del mio mondo, e non con quelle del mondo dei miei genitori; la mia lavagna la terra del cortile e i ramoscelli, il mio gesso “. Visse in Jaboatão per nove anni, da aprile 1932 al maggio 1941 dove completò la scuola primaria. La scuola média e pré-universitária le ha frequentate al Collegio Oswaldo Cruz, a Recife. Nel 1943 entra a far parte del Corso di Legge, Università di Recife. L’anno successivo, sposa Elza Maria Costa de Oliveira, un’insegnante di scuola primaria, che ha giocato un ruolo chiave nella sua vita e nel processo di costruzione di idee e pratiche pedagogiche. Dal matrimonio con Elza sono nati cinque figli: le tre Marias, come amava dire (Maria di Magdala, Maria Cristina e Maria de Fátima), Joachim e Lutgardes.

Tempo di Esilio (1964-1980)

Avendogli impedito di continuare a lavorare nel campo dell’educazione e avendolo privato della libertà come cittadino Paulo fu obbligato ad andare in esilio verso alcuni paesi del Sud America. Dopo un breve passaggio attraverso la Bolivia, come consulente e Direttore in un l Dipartimento dell’ Ministero della Pubblica Istruzione, non sopportando l’altitudine di La Paz e si à spostato in Cile.

Da novembre 1964 al aprile 1969 ha vissuto in Cile. A Santiago, si ricongiunge con la famiglia – Elza e figli e riprende il suo lavoro. Inizialmente come consigliere di Jacques Chonchol, presidente del Institututo de Desarrollo Agropecuario (INDAP). Successivamente, consulente del UNESCO , lavorando in Investigación y Capacitación Istituto de la Riforma Agraria (ICIRA).

In Cile ha scritto il suo primo libro pubblicato in commercio: “l’Educazione come pratica della libertà” ed anche la sua opera più nota – “La pedagogia degli oppressi”. Scritta originalmente in portoghese, però pubblicata per la prima volta nel 1970 in inglese, negli Stati Uniti d’America (Pedagogia del oppresed), New York, Herder e Herder . La versione in portoghese, con una prefazione importante da Ernani Maria Fiori, Rio de Janeiro, Paz e Terra è stata realizzata solo nel 1974.

Altri libri scritti in Cile: Educação e conscientização: extensionsimo rural (in collaborazione con Ernani Maria Fiori, José Luiz Fiori e Raul Veloso Farias), CIDOC, Cuernavaca, Messico, 1968; Contribución al proceso de conscientización, del hombre in America Latina, Montevideo, 1968; Acción Cultural para la lidertad, ICIRA, Londra, 1968; Estensione ò comunicación? La conscientización en el medio rural, ICIRA, London, 1969.

Dal Cile è uscito per la prima volta nel 1966, per realizzare conferenze e partecipare a seminari in Messico, Cuernavaca, dove ha ritrovato Ivan Ilich, che aveva incontrato a Recife, nei primi anni ’60, e dove ha stabilito un buon rapporto con Erich Fromm. Nel 1967 ha fatto la sua prima visita negli Stati Uniti su invito di sei università americane, rimanendo in USA per un soggiorno più lungo, da aprile 1969 al febbraio del 1970, alla Harvard University.

Nel 1970 ha ricevuto diversi inviti: continuare negli Stati Uniti per altri tre anni, oppure di lavorare presso il Consiglio Mondiale delle Chiese a Ginevra. Scegliendo la Svizzera, per 10 anni, dal febbraio 1970 al giugno 1980, Freire ha trovato a Ginevra un indirizzo stabile. Professore presso l’Università di Ginevra, con la libertà di sviluppare esperienze all’estero, Paulo Freire gira il mondo (sempre rientrando a Ginevra). Ha portato la sue parole e la sua esperienza in Asia, Oceania, America e soprattutto nei paesi di lingua portoghese, in Africa (Capo Verde, Angola, Sao Tomé e Principe, Guinea-Bissau). Da Ginevra, Paulo Freire ha lasciato il segno nella storia dell’educazione del XX secolo , come un cittadino del mondo. L’espansione delle sue attività al di fuori di Ginevra è stato facilitato dalla creazione dell’Istituto per Azione Partecipativa (IDAC), fondata nel 1971 a Ginevra da Paulo Freire insieme ad altri esuli brasiliani (Claudio Ceccon, Miguel e Rosiska Darcy de Oliveira). Con il gruppo dell’ IDAC Freire sviluppo diverse iniziative a Ginevra per Capo Verde, Angola, Tomé e Principe e la Guinea-Bissau. Questo gruppo partecipò anche in Italia della esperienza delle “150 Ore”, negli anni 70.

Paulo Freire aveva 43 anni quando andò in esilio. Tornò in Brasile quasi 16 anni più tardi. A giugno del 1979 aveva ottenuto il suo primo passaporto brasiliano. Così riusci a trascorrere il mese di agosto in Brasile. Ma solo l’anno seguente sarebbe tornato per rimanere. È venuto con la voglia di “imparare di nuovo il Brasile”, come nel 1964 ha parlato di “imparare il Cile.”Durante periodo di esilio è stato difficile vivere. Così ha scritto in Pedagogia della Speranza (Freire, P. 1992, p.35): “E ‘difficile vivere in esilio”; Ma allo stesso tempo, questa fu un’opportunità per consolidare e perfezionare il suo pensiero.

Tempo di rientro (1980-1997)

Freire rientra a San Paolo dove ha trovato le condizioni di lavoro e la libertà d’azione che non avrebbe trovato in Recife. “A causa della possibilità offerta dalla legge di amnistia e lo spirito democratico della Retoria della PUC. (Freire, AM A., 1996, p. 44). Inoltre, da settembre 1980 alla fine del 1990, è stato professore a UNICAMP. Nel 1985, questa Università Statale gli ha concesso il titolo di professore ordinario.

Nello stesso anno in cui ritorna in Brasile , Paulo Freire decide per la prima volta, di aderire ad un partito politico: il Partito dei Lavoratori (PT), di cui è stato uno dei fondatori. Negli anni ’50/60 in cui era vissuto in Brasile non era stato incentivato e stimolato per impegnarsi in politica . Nel ” Epilogo della Pubblica Istruzione in the City (. 1991, pag 143), Paulo Freire confessa: “Ho aspettato per più di 40 anni che il PT fosse stato creato.”

Se durante gli anni ’70, il Consiglio Mondiale delle Chiese, Paulo Freire ha raggiunto il periodo più profondo e più ricco delle sue prassi educative, nei decenni successivi, 80 e 90, fece il giro del mondo e del Brasile, diffondendo la sua pedagogia, partecipando ad incontri, confererenze, come relatore e formatore.

Nell’ottobre del 1986, la morte di Elza rappresenta per lui una grande perdita. Tuttavia, inteso che era necessario continuare a vivere, fece la scelta per la vita e l’amore. Il 27 marzo 1988 sposò Ana Maria de Araujo. Dal 1 gennaio 1989 al 27 maggio del 1991, Paulo Freire è stato Assessore della Pubblica Istruzione del Comune di São Paulo. La scelta del nome Paulo Freire , da parte del Sindaco Luiza Erundina, fu “la scelta più logica,” afermano Moacir Gadotti e Carlos Alberto Torres (1995:. 11-17): Non solo perché era un l’educatore , ma perchè era anche un membro fondatore del PT, e faceva parte della Commissione per l’istruzione della Fondazione Presidente Wilson Pinheiro, anch’essa appartenente al PT. Paulo accettatò la nuova sfida, con la condizione di rimanere come Segretario solo durante i primi due anni della gestione del sindaco Luiza Erundina. Aveva in progetto di scrivere altri libri, cosa non possibile durante il coinvoligimento nella pubblica amministrazione. Per Paulo infatti svolgere corsi, conferenze, dibattiti e interviste, scrivere libri erano compiti prioritari.

Durante il tempo in cui fu assessore, scrisse , La cittá e l’educazione, opera che riunisce alcune delle sue interviste nel corso del 1989, che fanno riflettere sui déficits della educazione púbblica brasiliana; sulla necessità di cambiare la scuola; le sfide della pubblica amministrazione; l’importanza della alfabetizzazione dei giovani ed adulti e della storia come possibilità.

Il 12 aprile del 1991, secondo la tetimonianza di Moacir Gadotti (2001, p. 17), “Paulo Freire in un incontro con gli insegnanti e gli amici, ha lanciato l’idea della creazione dell’Istituto Paulo Freire. Il suo desiderio era quello di trovare un modo per unire le persone e istituzioni di tutto il mondo che, mossi dalla stessa utopia di una educazione come pratica di libertà, avessero la possibilità di riflettere, condividere esperienze, sviluppare pratiche pedagogiche in diverse aree del sapere e di contribuire a costruire un mondo con più giustizia sociale e solidarietà”.

Nel corso degli anni ’90, ha scritto Freire: Pedagogia della speranza (1992), Lettere a Cristina (1994), Sotto l’ombra del albero di mango (1995) e Pedagogia di autonomia (1997). Sono rimasti inconclusi i testi che sono stati raccolti da Ana Maria Araujo Freire in un libro emblematico: Pedagogia di indignazione (2000). Il 22 aprile del 1997, Paulo Freire ha frequentato, alla PUC, San Paolo, la sua ultima classe. Paulo Freire è mancato a 75 anni di età, nelle prime ore del 2 maggio 1997. Ha lasciato come eredità un’ opera che dimostra l’energia che emana il gusto e l’amore per la vita e l’educazione; l’indignazione dalle disuguaglianze; la voglia di lavorare e di partecipare, in modo critico, alla vita del suo paese e del mondo.